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Guida ai mutui online

Una guida adatta anche ai meno esperti per orientarsi nel mondo dei mutui e della casa

Il parere di fattibilità

Il parere di fattibilità rappresenta la conclusione della prima fase dell’istruttoria del mutuo

Il parere di fattibilità è una valutazione preventiva mediante la quale la banca esamina le caratteristiche del richiedente e il possesso di quest’ultimo dei requisiti minimi per accedere al credito in assenza dei quali non avrebbe alcun senso operare ulteriori considerazioni.

La banca soprattutto, nell’istruttoria volta a rilasciare un parere di fattibilità, valuta di caso in caso ed in base alle proprie politiche commerciali la prevedibile capacità di rimborso del richiedente prestando, in tal senso, particolare attenzione alle condizioni reddituali del medesimo.

Con qualche esempio, sarà sicuramente più semplice comprendere la prospettiva nella quale la banca opera le proprie valutazioni e, conseguentemente, le ragioni in base alle quali quest’ultima emetterà un parere di fattibilità positivo o negativo.

Si pensi, per esempio, al rapporto rata/reddito: detto parametro, espresso in percentuale,  è usualmente impiegato dalle banche e essere contenuto in un limite che generalmente varia tra il 30% ed il 40%.

Così, se il Sig. Mario Rossi richiede un mutuo la cui rata mensile ammonta ad euro 750 ed il suo reddito è pari ad € 2.000, il rapporto rata/reddito sarà pari al 37%. In detta ipotesi, se la banca prevede un limite massimo del 30%, egli otterrà un parere di fattibilità negativo.

Altra tipica valutazione operata dagli istituti di credito, non alternativa ma ulteriore rispetto al rapporto rata/reddito, è la sussistenza e cioè un importo minimo sul quale ogni nucleo famigliare deve poter contare per il soddisfacimento delle proprie esigenze e del quale, pertanto, non può fare a meno.

Così, per esempio, la banca per rilasciare il parere di fattibilità valuterà la soglia minima di sussistenza propria del richiedente calcolandola in base a dei criteri predeterminati.
Si pensi, ad esempio, al caso di una coppia con due figli che richiede un mutuo la cui rata mensile ammonta ad euro 600, il reddito complessivo mensile è di euro 2.800 ed hanno un finanziamento in corso contratto per l’acquisto dell’automobile di euro 450 mensili.

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Se la banca prevede un livello minimo di sussistenza di euro 800, per calcolare se il richiedente (nel caso di specie un nucleo famigliare ma potrebbe anche essere un singolo) rientra in detto parametro dovranno essere sottratti dal reddito la sussistenza, gli altri impegni finanziari ed un importo fisso (variabile di banca in banca) per il primo richiedente ed un altro (variabile di banca in banca) per ogni componente il nucleo famigliare. Il residuo di detto calcolo numerico deve essere uguale o inferiore rispetto all’importo della rata di mutuo.
Così, nel caso di specie: euro 2.800 (reddito) – euro 450 (finanziamento) – euro 800 (sussistenza per il I° richiedente) – euro 750 (euro 250 x il II° richiedente e i due figli) = euro 800. Detto importo deve essere uguale o inferiore all’ammontare della rata di mutuo che, nell’esempio proposto, è pari ad euro 600. In questo caso, pertanto, se anche tutti gli altri requisiti sono soddisfatti, la banca darà un parere di fattibilità positivo.

Tutto quanto premesso consente di comprendere come, di fatto, il parere di fattibilità si sostanzia in una valutazione operata dalla banca mediante la quale, quest’ultima, cerca sin dall’inizio di prevedere la potenzialità economico-patrimoniale del futuro mutuatario e, conseguentemente, la capacità di rimborso del medesimo.

È importante rilevare che il parere di fattibilità è di fatto un giudizio preventivo che viene anticipato dalla banca, al quale segue un iter istruttorio più approfondito nel quale viene vagliata tutta la documentazione necessaria per arrivare alla fase successiva, cioè alla delibera del mutuo.