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Le banche specializzate

La struttura finanziaria di un’economia è composta anche dall’insieme di tutti gli intermediari e, cioè, di quei soggetti i quali, inseriti nell’ambito di un complesso equilibrio, esercitano la raccolta del risparmio trasferendo risorse dai soggetti che ne dispongono a quelli che, invece, ne necessitano. 
L’introduzione del Testo Unico Bancario (D.lgs. 1 settembre 1993 n. 385 e successive modifiche e integrazioni,) che ha abrogato quasi completamente il precedente assetto normativo (R.D.L. 375 del 1936), ha rivoluzionato l’intero sistema bancario italiano così definendo una nuova concezione di banca con riferimento alle attività da questa svolte nonché struttura e funzioni.

Quanto premesso, frutto della preminente necessità di creare un sistema economico coerente con il più complesso assetto europeo, ha determinando l’insorgere delle banche specializzate che si differenziano da quelle ordinarie principalmente per la peculiarità delle attività svolte.
Dopo il 1993 il sistema bancario italiano ha subito uno scossone dall’introduzione del principio di “despecializzazione”, ovvero di una sorta di principio di “pluralismo allargato”, basato sulla necessità di riconoscere ed autorizzare l’insorgere di enti creditizi con funzioni diverse rispetto a quelle proprie della banca ordinaria, così favorendo la nascita delle c.d. banche specializzate, e cioè soggetti i quali, seppure in possesso dello “status” di banca, hanno caratteristiche strutturali diverse e, soprattutto, assolvono alle funzioni più disparate.

Parlare di banche specializzate sembrerebbe, pertanto, contraddittorio a fronte del principio esposto qui sopra. Di fatto la despecializzazione ha abolito la distinzione tra banche commerciali (finalizzate alla raccolta del risparmio a breve termine) ed istituti di credito speciale (finalizzati alla raccolta del risparmio a medio e lungo termine) ha, altresì, catalizzato in capo a queste la facoltà di esercitare tutta una serie di diverse operazioni finanziarie così favorendo l’insorgenza di banche specializzate nell’esercizio delle funzioni più disparate.

Le banche specializzate possono essere, pertanto, tanto quelle che sono specializzate, appunto, in un determinato settore economico quali, per esempio, gli istituti di credito fondiario, gli istituti di credito agrario o gli istituti di credito mobiliare, nonché quelle che sono operative solo in determinate aree territoriali o che esercitano le loro funzioni solo per il tramite di un sistema on-line.
Fra la pluralità di banche esistenti e diffuse sul territorio nazionale si pensi, ad esempio, alla “banca commerciale”, la quale opera esclusivamente nel breve termine, la “banca d’affari” la quale si occupa principalmente delle imprese fornendo consulenza ed erogando capitali, la “banca di credito cooperativo” la quale esercita la propria attività principalmente per gli associati, la banca che esercita sia operazioni di credito ordinario che mobiliare ecc.

Deve dirsi, inoltre, che l’attuale orientamento economico-finanziario conferisce sicuramente rilievo all’imprenditorialità equiparando le banche alle imprese ed attribuendo alla struttura creditizia l’assetto di un sistema economico concorrenziale, cosicché l’Italia possa inserirsi nell’ambito della più estesa comunità europea divenendo, di fatto, più efficiente, produttiva e concorrenziale, seppure, tuttavia, meno stabile.